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LA MUSICA POPOLARE
SCUTARINA è comprensibile come ogni altra
creazione a carattere popolare. Anche la canzone
cittadina scutarina ha avuto all'inizio l'autore o
gli autori, ma tenendo presente che la trasmissione
di queste canzoni dalla generazione vecchia degli
cantanti popolari a quella giovane è stata
fatta ed avviene tutt'oggi oralmente, gli
autori si sono fusi con il popolo.
Il repertorio della canzone cittadina scutarina e'
ricco e variopinto.
Nata in un ambiente in determinate circostanze
storiche, questa canzone ha acquisito
caratteristiche ben definite come linguaggio
musicale. Come le filigrane, le bellissime melodie
scutarine sono ornate con abilità, sono
limate dal popolo nel corso della storia e, una
parte, è stata pulita ed arricchita con
elementi sempre più autoctoni.
Comunque, tramite gli archivi, le fotografie, le
varie pubblicazioni le memorie scritte od orali,
tanti nomi di autori sono venuti a galla, nomi
rimasti indelebili nella memoria dei cittadini
scutarini.
Così, è conosciuta ed apprezzata a
Scutari l'attività creativa di Hysejn
Dobraçi, il quale è stato chiamato
l'Anacreonte albanese dal nostro ideologo della
Rinascita' Nazionale, Zef Jubani.
E' conosciuta l'attività di Sali Pata che
insieme a Dobraçi risalgono agli inizi del
XIX secolo, quella di Halil Tophana e di Shtjefen
Shahiri, quella del talentato Simon Marketa che
suonava l'armonica, l'attività di Kasem
Xhurri e Mark Kranjani, tutti e due conosciuti come
riformatori dell'aheng (canzoni di matrimoni o di
feste) scutarino, quella di Oso Sele, che suonava
l'armonica e componeva versi, quella di Nel (Zenel)
Maha, che cantava rapsodie durante il periodo della
Lega Albanese di Prizren, quella di Paloke Kurti,
cantautore di alcune canzoni "perle dell'aheng
scutarino", quella del poeta popolare Heti i Molla
Sulos e dei cantanti di bravura eccezionale
interpretativa come Hila i Files, Taro Hoti, Ndreke
Preluka, Shtjefen Jakova (il cieco).
Durante le prime decade del XX secolo sono
conosciuti come autori e interpreti di armonica
Ndreke Vogli-Naraçi dhe Nush Pali, i
cantanti Hamz Gogoli, Shuk Prifti, Pjeter
Bushati.
Gli anni '40 e le decade in seguito segnano
l'inizio di un'attività creativa di successo
che ha regalato alla canzone popolare scutarina
nuovi spazi e nuovo respiro. Ricordiamo qui le
canzoni più belle, ormai molto conosciute di
Hasan Preza, dei fratelli Paulin e Karlo Pali, di
Rud Gurashi, Shefqet Kruja, Namik Mithi, Adil
Ujkashi ecc. Hanno assunto un valore aggiunto le
canzoni interpretate dagli artisti famosi lirici
della nostra scena come Marije Kraja e Ibrahim
Tukiqi, i cantanti Bik Ndoja, Luçie Miloti,
File Gjeloshi, Florinda Gjergji, Shyqyri Alushi,
Naile Hoxha, Xheudet Hafizi ecc..
I cantanti della nuova generazione sono Violeta
Zefi, Bujar Qamili, Valdete Hoxha, Myfarete Laze,
Mukades Canga, Adnan Bala, Enriketa Kuçani,
Sabahet Vishnja ecc.
Una generazione ancora più giovane di
cantanti sta lavorando con ardore per migliorare
l'arte dell'interpretazione. Queste canzoni, spesso
ballate, nella loro spettacolarità
(contenuti, musica, versi) non sono semplicemente
un fenomeno artistico, ma vivo indicatore di una
vita dove scontriamo modi di pensare, dati
etnografici, relazioni tra i membri di una
famiglia, tra parenti, amici ecc.. Tramite loro
possiamo conoscere le più piccole
particolarità che hanno a che fare con gli
auguri, i desideri, le portate di un
matrimonio, le superstizioni, le maledizioni
ecc.. Esse includono un arco così grande di
azioni espresse con semplicità e naturalezza
di parole, figure, melodie, che trattando ed
eseguendo tutte le canzoni, ogni settore che ha a
che fare con il patrimonio materiale e spirituale
del nostro popolo, troverebbe materiale tangibile e
sensibile. Forse, è qui il luogo per
fermarci un attimo e per denunciare una pratica
sbagliata nell'interpretazione delle canzoni dei
matrimoni scutarini. Alcuni musicisti, senza tenere
conto le specificità della struttura interna
delle canzoni, gli interpretano in un modo che
suona estraneo non solo per queste canzoni, ma
anche per la nostra musica popolare in generale. Le
canzoni dei matrimoni scutarini si cantano in coro,
senza accompagnamento strumentale. Sono gli uomini
che iniziano per primi, poi le donne ripetono le
stesse parole e melodia che hanno già
cantato gli uomini. Secondo le testimonianze orali,
le donne ripetevano la melodia non nella
tonalità degli uomini ma un quarto
superiore, quindi nella tonalità della
subdominante. Tal modo di interpretazione della
canzoni dei matrimoni scutarini, non solo fa
sì che la voce venga adattata alla
specificità delle donne, ma anche crea una
certa modulazione organica nel carattere modale
delle canzoni. Anche se questo modo di interpretare
non si sente più, fino al momento in cui
l'interpretazione è stata accompagnata
dall'orchestra, il secondo gruppo che rispondeva al
primo gruppo di cantanti, iniziava a cantare prima
che il primo gruppo finisse l'ultima frase, creando
così l'impressione di una continuità
ondeggiante. Finendo queste note su questo
patrimonio inestimabile del nostro folclore
musicale, esprimiamo il rammarico per il fatto che
i balli cantati della città non stanno
più svolgendo il loro ruolo come portatrici
di emozioni nei nostri matrimoni. Per di
più, si stanno sentendo sempre più
raramente, intrecciate con altre canzoni, non solo
di "aheng" che prima aveva un suo posto nei
matrimoni, ma anche con altre canzoni straniere o
canzoni con un sapore volgare.
La nuova generazione non perdonerà noi,
musicisti scutarini, se non lavoriamo per la
rinascita di queste canzoni e per la creazione di
un atmosfera sana anche per le canzoni popolari di
"aheng" scutarino, che sono un bel fenomeno
folcloristico e artistico del nostro popolo. La
loro musica è fragile, elegante e delicata e
si è conservata abbastanza bene.
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